"Sei Momenti Francescani"

L'opera fu composta nel 1962, liriche per soli e orchestra su testi di Elena Giannini Alessandri. Eseguite dall’orchestra Scarlatti di Napoli. Più volte trasmesse dalla RAI, dalla Radio Vaticana e da Radio Monteceneri.

Ultima replica: Radio Vaticana il 27 ottobre 2013 nell'ambito della trasmissione "Concerto Spirituale".

SEI MOMENTI FRANCESCANI

Testi di Gina Giannini Alessandri

Liriche per soli Soprano, Tenore e Baritono.

Esecuzione per pianoforte e soli della Radio Vaticana

Soprano: Hagint Vartanian
Tenore: Saverio Porzano
Baritono Giovanni Ciminelli
Al pianoforte: Anserigi Tarantino

I – Sorella acqua (Tenore Saverio Porzano) (per ascoltare i brani musicali si consiglia l'uso del plug-in Quick Time scaricabile da quì)

Tu corri zampillando fra le balze
scaturisci dai monti, serpeggi fra i campi, rimbalzi,
ti frangi in cascate possenti, da balze, da rupi.
Porti nelle onde tue chiare il tinnire di risa e di pianti,
la dolcezza di un canto nascosto.
E disseti dell’uomo l’arsura
e serpeggi per valli fiorite,
trascinando alghe e ninfee
nelle fresche tue onde correnti.
Sei chiara, sei dolce, sei infida.
Porti con te la carezza e la morte.

II – Il Pane (Soprano Hagint Vartanian)

Un passero stamane cercava le miche pigolando lieve.
Dal nido pendulo fra i rami chiamavano a raccolta i piccinini,
con le boccucce aperte movean le teste senza piume, lente.
“Signore spargi sul suolo le mollichelle che li potran saziare”
pregava saltellando il passero sul gran prato nudo.
E Dio ascoltò di quella madre il grido.

III – Frate Lupo (Baritono Giovanni Ciminelli)

Dove vai, solo così con gli occhi aperti,
come fari accesi nella notte.
Ululi mostrando i denti aguzzi,
candidi come lucenti lame,
freddi, spietatamente bianchi
e nello sguardo torvo,
striato d’umidor sanguigno,
porti denso di pena,
l’odio pel mondo che ti mise al bando.
Fratello Lupo, voglio affiancarmi a te nella tua notte senza stelle,
per fare insieme le strade del mondo.

IV – Laudato sii mio Signore (Tenore Saverio Porzano)

Dice frate Francesco:
Vicino , Signore, io ti sento
nell’ora che si appressa a vincere sul sole l’ombra della notte.
Signore benedici l’umili creature
che cercano in te la loro pace
e benedici chi ti schernisce
perché non ti sa capire
e non vuol confessare
che solo Tu sei il vero amore.  
Benedici Signore ogni creatura che sa il pianto ed il dolore.
Benedici, benedici o Signore.
Così prega frate Francesco
e attonita la terra, si arresta ad ascoltare.

V- Madre Terra (Soprano Hagint Vartanian)

Ti apri all’aratro che ti squarcia
e regali all’uomo che ti calpesta
la fioritura della zolla aperta.
Dai la spiga per il pane quotidiano,
il fieno dall’aspro profumo,
gli acini biondi e bruni per il vino
ed alimenti gli argentei ulivi
fra le cui foglie, le bacche nere
son come occhi attenti di bambini.
Tutto o generosa Madre Terra
dai a chi duramente ti calpesta
e poi …. supremo dono all’uomo
offri le tue scure zolle per l’ultimo riposo.

VI – La preghiera di frate Francesco (Baritono Giovanni Ciminelli)

Il fraticello vestito di saio
fasciato dall’ultimo sole
alza le palme per pregare Dio.
Signore che guidasti i nostri passi,
ed ora, per il riposo prepari i nostri corpi stanchi,
dacci la tua luce nella notte,
dai pace ai corpi affaticati,
pace ad ogni pena ed ogni male.
Signore fa che l’anima nuda,
monda d’ogni terreno errore
si confonda nel divino silenzio
che l’avvicina al Padre.
Benedici gli uomini e le cose
e in un patto d’amore rinnovellato
benedici Signore, tutto il creato.